giovedì 23 febbraio 2012

Teatro Yves Montand - ITALIA come muoiono le maestre - Giovedì 08 Marzo

Teatro Yves Montand
Giovedì 08 Marzo
ore 21.00

ITALIA Come muoiono le maestre



di Elena Gianini Belotti
con Magda Siti
regia Stefano Vercelli

produzione Associazione Artisti Drama

[ITALIA Come muoiono le maestre]

Italia Donati era una donna povera in un epoca in cui, il suo genere e la sua condizione di indigenza, erano a tutti gli effetti due miserie unite insieme, due miserie che nessuno aveva voglia di alleviare. Nessuno tranne lei. A poco più di vent' anni, nel 1883, Italia lasciò la sua famiglia di contadini analfabeti e le quattro case di Cintolese, nel comune di Monsummano, per cominciare la sua nuova vita. Contro ogni legge di classe, vincendo la fatica, i geloni, il terrore dell'inadeguatezza, era riuscita a sottrarsi ai campi e alla filanda e a diventare maestra elementare. A Porciano nel comune di Lamporecchio, a pochi chilometri da Cintolese, l'aspettava il suo primo incarico, ma anche la ragnatela di violenze che in capo a tre anni l'avrebbero spinta al suicidio: le molestie e i ricatti sessuali del sindaco Raffaello Torrigiani, le calunnie della gente, l'ostilità delle altre donne. Nessuno, a parte un paio di timide eccezioni, si schierò mai dalla sua parte.

Qualche anno fa mi sono imbattuta nel romanzo-inchiesta intitolato Prima della quiete. Scritto da Elena Gianini Belotti, la saggista e scrittrice che trenta anni fa, con Dalla parte delle bambine, ha cambiato gli orizzonti di una generazione di donne. È una storia che, oltre ad avermi emotivamente coinvolta, mi ha aperto riflessioni sui diversi temi che si intrecciano così abilmente in questo testo; primo fra tutti l' istruzione femminile e il conseguente rapporto donna- lavoro. Lo studio, per alcune ragazze, era il prezzo della libertà. Nella società contemporanea, invece, l'istruzione sembra quasi un optional, spesso un obbligo e non un piacere. Le molestie sessuali e i sensi di colpa a cui erano sottoposte le giovani donne che sceglievano di intraprendere questi primi lavori non manuali, l'arroganza e i ricatti di chi detiene il potere, non mi sono apparsi così lontani. L'indignazione che mi saliva man mano che proseguivo nella lettura del testo, mi ha spinto alla necessità di metterlo in scena, non per raccontare un'arresa ma una denuncia.

Magda Siti

prevendita da mercoledì 7 marzo